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Download Epub Format ☆ Non è lavoro, è sfruttamento PDF by ↠´ Marta Fana Non lavoro, sfruttamento un libro vivacissimo e molto, molto interessante Marta Fana una Pippi Calzelunghe, un Pierino al femminile Parla e scrive di lavoro come la sinistra ha dimenticato di fare da moltissimi anni Distrugge il turbocapitalismo, le politiche economiche industriali in Italia dagli anni novanta ad oggi Ritorna a parlare un linguaggio marxista aggiornato e intrigante cita un dimenticatissimo Poulantzas , smonta le politiche liberiste sul lavoro, maltratta sinistra e sindacati, ridicolizza la filosofia del merito Ne ha per tutti e cita dati, relazioni, statistiche, libri, numeri su numeri Scrive apertamente di sfruttamento, di lavoro gratis e super sfruttato, di smantellamento dello stato sociale, della pubblica amministrazione che assolve , dell incapacit dei governi di difendere i lavoratori dallo strapotere delle aziende, del mito della flessibilit , della disgregazione della capacit dei lavoratori di sentirsi comunit e di saper lottare Propone le 35 ore, lavorare meno mantenendo gli stessi salari, il salario minimo per legge Restituire alla sfera pubblica la produzione e la distribuzione di beni e servizi a garanzia dei diritti universali casa, istruzione, sanit , trasporto pubblico, acqua , rompendo il circolo vizioso creato dalle esternalizzazioni e dalla gestione privata Vorrebbe sottrarre ampi pezzi di manifattura agli umori del privato, propone anche, ai sensi dell art.
42 della Costituzione, che la propriet privata pu essere espropriata per motivi di interesse generale Per questo, l esproprio delle imprese che calpestano i diritti dei lavoratori non deve intendersi come un idea anacronistica Mette sempre davanti l interesse comune a quello delle aziende Propone dei dazi sociali nel commercio internazionale nei confronti di quei paesi che non rispettano gli standard minimi di dignit del lavoro Basta dirle, certe cose.


Ho apprezzato moltissimo l analisi del mercato del lavoro fatto da Marta Fana Un paziente e completo lavoro di ricerca Unico appunto che mi permetto di muovere che la sicuramente notevole obiettivit viene a volte sminuita da un atteggiamento che sembra filtrato dall appartenenza politica dell autrice La passione per l argomento mi ha fatto apparire come pilotata qualche valutazione, rischio peraltro facilmente ovviabile da una lettura attenta e critica del libro Mi apparsa un po ingenua anche la proposta di mettere in atto una nuova patrimoniale per salvare i conti questo soprattutto conoscendo personalmente bene il mercato immobiliare italiano ho recentemente scritto e pubblicato in tema un libro su e la sua distribuzione a confronto con quella di altri stati europei A memoria storica inoltre, le patrimoniale hanno sempre colpito quasi esclusivamente le imprese che ritengo non sia il caso di appesantire da questo punto di vista per non rischiare colpi di coda proprio sulle retribuzioni e il mercato immobiliare Quest ultimo in particolare l unico bene patrimoniale che gi produce gettito fiscale solo grazie alla sua esistenza e che viene assoggettato a regolari imposte patrimoniali A maggior ragione sapendo che i valori catastali degli immobili da cui si calcolano le imposte non hanno nessuna attinenza con i valori reali degli immobili e che non tengono conto delle necessit abitative della famiglie n delle loro capacit contributiva, cos come vorrebbe la nostra costituzione.
Finalmente un libro sul lavoro in Italia scritto da una persona che oltre ad avrlo subito, come molti di noi, allo stesso tempo ha anche le competenze scientifiche per poter fare un buon quadro complessivo della situazione Oltretutto e ben scritto.
In Italia Il Canto Costante Che Il Lavoro Non C Per Lo Stesso Paese Dove Si Chiede Di Lavorare Gratis O Senza Tutele Il Tutto Con Spaventevoli Ricadute Culturali Sul Lavoro Come Merce Degradata, Una Svalutazione Umana E Professionale Che Riguarda Tutti Marta Fana Ci Racconta Non Solo I Numeri Del Lavoro, Gi Deprimenti, Ma La Sua Perdita Di Qualit Non Un Libro Per Economisti, Questo Combattivo Pamphlet, Ma Un Libro Per Lavoratori Alessandro Robecchi, Il Fatto Quotidiano